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Scuola secondaria di I grado: Un ricordo …personale

Al mio ingresso nella stanza sono rimasta stupita, c’erano tanti ragazzi di ogni classe disposti in ordine perfetto.

Gli alunni di seconda si cimentavano nelle prove dei canti, aspirando alla perfezione: un’aria tesa velava la sala quando, tra l’emozione di tutti, il Signor Domenico Giani ha fatto il suo ingresso. E’ un signore adorabile, dalla giusta statura, occhialetti trasparenti che gli rendono gli occhi grandi, un’aria simpatica ed allegra….di certo non mi aspettavo fosse accompagnato da così tante persone; dopo di lui hanno varcato la porta due giovani gendarmi.  Il primo di statura più bassa, biondo, con gli occhi azzurri e cristallini; il secondo è l’esatto contrario: alto e capace, se avesse allungato una mano,  di toccare il soffitto,  pochi capelli neri e piccoli occhi scuri.
Erano accompagnati da diversi signori in giacca e cravatta e da un uomo paffutello e sorridente.
I giovani gendarmi seguivano il loro comandante in tutti i suoi movimenti, avevano tutti e tre un’uniforme blu che donava loro un’aria elegante ed imponente.

Al contrario di quella dei ragazzi, l’uniforme del Sig. Giani era “addobbata” con numerose medaglie espressione della sua importanza.
Il loro ingresso è stato accompagnato dal dolce suono del pianoforte e mentre la melodia colmava la stanza, i tre militari sono rimasti impettiti, con lo sguardo fisso, la schiena perfettamente  dritta e le braccia stese lungo i fianchi.
Dopo la musica del pianoforte, siamo rimasti affascinati dalla melodia del flauto di una ragazza di seconda,  a cui è seguito lo scroscio di un grande applauso; al termine di quest’ultimo, la preside ha omaggiato gli invitati porgendo loro i suoi saluti ed anche la professoressa di religione, quel giorno sfortunatamente priva di voce, ha cercato di fare lo stesso.
Il silenzio è calato nella stanza quando la parola è stata data al Signor Giani, che ci ha salutato a sua volta. La sua voce è sembrata dolce e rassicurante, ma allo stesso tempo molto allegra; ci ha spiegato l’importanza del suo lavoro e il suo piacere nel compiere quel servizio.
Mi ha davvero colpito quando ha detto che, nonostante il suo lavoro si basi sullo stare sempre in allerta, è impossibile riuscire a non sorridere al fianco del Papa, poiché Lui infonde felicità a chi gli sta accanto.
Il rapporto che lui ha con Sua Santità è come quello fra un nonno ed un nipote.
Dopo ciò abbiamo potuto vedere un filmato sulla vita dei gendarmi ed anche alcune immagini dei viaggi che ha fatto il Papa in luoghi di guerra; è stato davvero interessante, tanto che avrei voglia di vederlo mille volte.
Al termine di quel bellissimo documentario è stato il nostro turno salutare gli invitati e dopo ,visto che siamo dei ragazzi un po’ curiosi, abbiamo consegnato loro la “scatola delle domande”, di cui molte erano davvero interessanti.
Al Comandante è stato chiesto: “Hai mai pensato di abbandonare il tuo servizio?”; lui ha risposto che lo pensa molto spesso e c’è qualcosa dentro di lui che però lo spinge a non “mollare”.
Alla fine anche io avevo voglia di chiedere loro qualcosa, così ho domandato
“che significato hanno le medaglie sulla divisa?” e “com’è il suo rapporto con il Papa?”.
Domenico mi ha risposto sorridendo che le medaglie sono solo a scopo decorativo ed indicano particolari avvenimenti e gli stati dove ha offerto servizio, mentre, per quanto riguarda la mia seconda domanda, il Signor Giani molto colpito, mi ha detto sorridendo che il Papa per lui è come un parente, tanto che quando Sua Santità si ruppe il polso, il comandante è scoppiato in lacrime.
Abbiamo omaggiato il nostro santo patrono d’Italia, intonando il “Cantico delle Creature” da Lui composto, mentre un video con le immagini di San Francesco ci accompagnava scorrendo sullo schermo della Lim.
Il professor Cesare, Direttore in pensione del Policlinico “Gemelli” di Roma, ci ha parlato allegramente della storia della Gendarmeria Vaticana:  questo corpo è nato nel medioevo ( intorno al 1300), nel momento in cui la Chiesa aveva un forte potere, ma è diventato una forza militare al momento della seconda Guerra Mondiale, anche se c’è chi sostiene che la Gendarmeria iniziò ad affiancare il Papa già molto tempo prima.
Una bella mattinata…..di cui ora, a concluso l’anno scolastico, conserviamo un ricordo speciale, espressione di ciò che la scuola e le persone, se possono, riescono a fare nonostante le infinite difficoltà quotidiane.